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Arriva il caldo e con esso i flebotomi, vettori del protozoo Leishmania Infantum. La prevenzione è i…

Arriva il caldo e con esso i flebotomi, vettori del protozoo Leishmania Infantum. La prevenzione è i…


Arriva il caldo e con esso i flebotomi, vettori del protozoo Leishmania Infantum. La prevenzione è importantissima e proteggere i cani dal vettore, sia con barriere fisiche che con antiparassitari, è fondamentale!

Nelle immagini amastigoti di Leishmania nel citoplasma di un macrofago e marcata positività IFAT (gold standard per la diagnosi di Leishmaniasi).

Conoscere il patogeno è fondamentale! La Leishmaniosi è una malattia infettiva causata dal protozoo del Genere Leishmania in grado di colpire prevalentemente il cane, ma anche il gatto e più raramente l’uomo, specie se immunodepresso. La Leishmania è trasmessa dalla puntura del flebotomo o pappatacio, un insetto vettore crepuscolare piuttosto comune nelle aree mediterranee del centro-sud. Negli ultimi anni però focolai di Leishmania sono stati rinvenuti anche in zone un tempo ritenute indenni come Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna.
Nel flebotomo la Leishmania assume la forma di promastigote (immagine IFAT) con una morfologia allungata e sottile, provvista di flagello, adatta al movimento mentre la forma parassitaria del cane è l’amastigote (immagine citologica), struttura globosa-ovalare che si localizza prevalentemente all’interno delle cellule fagocitiche mononucleate.
La Leishmaniosi nel cane è una malattia cronica con una sintomatologia variabile, alcuni animali possono presentare sintomatologia cutanea come dermatite secca, alopecia intorno agli occhi, sul dorso e sulle zampe, ma anche perdita di peso, crescita accelerata delle unghie, dolori articolari, lesioni oculari, linfonodi ingrossati, febbre, danni renali che divengono ingravescenti con il progredire della patologia causata dal deposito di immunocomplessi circolanti.

La Leishmaniosi è una malattia piuttosto subdola il cui andamento dipende dalla risposta del sistema immunitario dell’ospite, perciò non tutti gli animali colpiti sviluppano la patologia.

Esistono diverse indagini per capire se il paziente è positivo a Leishmania, poiché però un risultato positivo non è sempre indicativo di malattia, deve essere interpretato attentamente dal Medico Veterinario sulla base del quadro clinico complessivo del paziente.
La positività a Leishmania può essere diagnosticata attraverso vari esami come la ricerca diretta degli amastigoti nell’ospite (esame citologico o istologico), la presenza di altri titoli anticorpali nei confronti del parassita (immunofluorescenza indiretta), ricerca del DNA parassitario in campioni biologici (PCR).

Oltre ad esami specifici che ricercano direttamente o indirettamente la presenza del parassita spesso vanno condotti anche esami aspecifici come profili emato-biochimici, elettroforesi delle proteine sieriche, esami delle urine!





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