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[EMOPARASSITI]…

[EMOPARASSITI]…


[EMOPARASSITI]

Striscio di sangue periferico di Gatto comune europeo, gravemente anemico e itterico.

Si evidenzia la presenza di numerosi micoplasmi emotropi o emoplasmi, che appaiono come punteggiature blu sulla superficie dei globuli rossi.

Gli emoplasmi sono batteri Gram negativi che parassitano gli eritrociti di svariate specie di mammiferi aderendo alla loro parete.
La modalità di trasmissione di questi batteri tra i gatti non è stata ancora del tutto chiarita ma si pensa a contagi multimodali quali trasmissione verticale (dalla madre ai gattini) e a contaminazione di sangue infetto in seguito a combattimento con morsi e ferite, trasfusioni o mediante parassiti come le pulci.

Nel gatto si conoscono 3 specie di micolpasmi: Mycoplasma haemofelis, Candidatus Mycoplasma haemominutum e Candidatus Mycoplasma turicensis.
Alcune specie di emoplasmi si comportano da patogeni opportunisti (in particolare Candidatus M. haemominutum) emergendo in uno stato di immunodepressione o nelle fasi acute di patologie virali quali FeLV e FIV.

M. haemofelis, il più patogeno, è in grado di determinare una anemia emolitica accompagnata da stanchezza, depressione, riduzione dell’appetito, pallore e talvolta febbre nei primi stadi d’infezione.

L’anemia da micoplasmi è di solito rigenerativa, il gatto cioè è in grado di rispondere con la produzione di nuovi globuli rossi e numerosi eritrociti nucleati visibili in circolo.

La diagnosi mediante osservazione microscopica dello striscio ematico può risultare difficoltosa ed è possibile quando i parassiti sono numerosi e della specie M. haemofelis (poiché i batteri sono relativamente grandi).
Se i parassiti sono pochi possono sfuggire anche all’occhio più attento o essere confusi con residui di colorante, di conseguenza quando la sintomatologia clinica e i rilievi di laboratorio sono compatibili e vi è un sospetto, è sempre indispensabile effettuare un test di biologia molecolare (PCR).

Il trattamento degli emoplasmi consiste nella somministrazione di antibiotici, con rapido miglioramento dello stato di anemia, non sempre però si riesce ad eliminare completamente l’infezione e i gatti possono rimanere portatori cronici per lungo tempo, con possibilità di recidive in casi di stress o stati patologici.




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