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-Malattie trasmesse da zecche-…

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-Malattie trasmesse da zecche-

Eritrociti di cane infettati da parassiti del genere Babesia.
Le babesie, chiamate anche piroplasmi (per la morfologia vagamente piriforme), sono emoprotozoi trasmessi da zecche che colpiscono molte specie di animali tra cui il cane e il gatto.
Le babesie dopo essere state assunte con il pasto di sangue, penetrano nell’epitelio intestinale della zecca e migrano in diversi organi quali ovaio e ghiandole salivari. Quando la zecca infetta si nutre del sangue di un animale emette attraverso la saliva gli sporozoiti di babesia che infettano i globuli rossi divenendo poi merozoiti, che si divideranno per scissione binaria all’interno del globulo rosso.
L’area di diffusione della malattia è strettamente legata alla geografia di distribuzione delle zecche. Le regioni in cui la patologia è più frequente sono Europa dell’est, Spagna, Portogallo, Francia e Germania anche se negli ultimi anni l’area di diffusione sembra essersi espansa fino alle regioni baltiche.

La babesiosi è una malattia che può decorrere in modo iperacuto, acuto o cronico e gli effetti sull’animale possono differire in base alla specie di parassita in questione.
Generalmente, nelle forme acute la sintomatologia compare entro 1-3 settimane dall’infezione, con segni clinici moderati o gravi. È molto frequente febbre medio-alta, letargia, anoressia, ittero, a volte vomito ed emoglobinuria. I rilievi di laboratorio più frequenti sono anemia emolitica, trombocitopenia e leucopenia.
Nelle forme croniche si segnalano depressione, febbre intermittente, anemia, miositi e artriti.

La diagnosi di babesiosi acuta può essere confermata con buone probabilità mediante l’osservazione dello striscio ematico(come nel caso della foto), il sangue prelevato dalla pinna dell’orecchio o dalla punta della coda permette di concentrare un alto numero di parassiti nel campione e rendere la ricerca più agevole. La forma dei parassiti può aiutare l’identificazione di specie: Babesia canis è di grosse dimensioni, maggiori del raggio dell’eritrocita, piriforme e la si rinviene spesso singola o a coppie, Babesia gibsoni e Theileria annae si presentano generalmente singole con forma rotondeggiante ma possono occasionalmente disporsi in gruppi di 4 elementi a “Croce di Malta”.
La parassitemia è di norma modesta e il rinvenimento durante l’osservazione dello striscio ematico è spesso difficoltoso a causa del numero molto basso e della presenza intermittente.

Altre indagini di laboratorio sono esami sierologici come l’immunofluorescenza indiretta (IFA) o esami di biologia molecolare (PCR) molto sensibili, in grado di rilevare anche un numero molto basso di parassiti.
La prevenzione della malattia si basa esclusivamente sul controllo delle zecche.
Nell’Uomo non sono segnalate infezioni di babesie del cane e del gatto.

Un grazie particolare ad Orlando che ha fatto queste bellissime foto e alla Dr.ssa Alice, che ci ha fornito il caso clinico.




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